Mondo Cilions

Il blog di Francesco Cilione, piccolo trombettista a spasso sui monti piemontesi... il luogo in cui l'autore non si ritiene responsabile per ciò che pubblicherà!

15 novembre 2005

Buddy Anderson - dalla tromba al piano per non morire

Tra la miriade di blog che trattano di musica, quelli che lo fanno in modo intelligente e preparato sono davvero pochi. Sicuramente fra questi vi è Rock & Martello, che visito spesso, e da cui ho appreso questa triste storia:

Il 14 ottobre 1919 nasce a Oklahoma City, nell’omonimo stato nordamericano il jazzista Buddy Anderson, all’anagrafe Bernard Hartwell Anderson. Fin dalla più tenera età coltiva una passione incontenibile per la tromba, strumento al quale dedica la maggior parte del suo tempo. Suona nei gruppi scolastici della sua città e, dopo vari corsi di perfezionamento, inizia a vagabondare nelle orchestre di Kansas City e New Orleans. In breve tempo la sua popolarità si diffonde nell’ambiente jazzistico e nel 1940 Jay McShann lo inserisce nell’organico del suo gruppo. Buddy resta con McShann fino al 1944 quando entra nell’orchestra di Benny Carter. Alla metà degli anni Quaranta, il trombettista sembra aver realizzato il sogno della sua infanzia. Collabora con alcuni tra i grandi jazzisti di quel periodo, come Roy Eldridge e Billy Eckstine, e viene considerato "più di una promessa" dalle riviste specializzate.

Sull’ala dell’entusiasmo continua a studiare, a esercitarsi, nel tentativo di superare gli inevitabili limiti dovuti all’inesperienza. Insomma, la sua sembra una favola a lieto fine, ma il destino è in agguato. Un giorno, mentre sta soffiando nel suo strumento, sente una terribile fitta alla cassa toracica. Il dolore non è localizzato, ma è talmente intenso da fargli mancare il fiato. Nei giorni successivi arriva anche la febbre. Ricoverato in ospedale scopre di aver contratto una grave malattia alle vie respiratorie. Il responso dei medici non lascia speranze: guarirà ma, se non vuole morire, non potrà più suonare strumenti a fiato. La sua carriera di trombettista è finita. Per lui è un momento terribile, ma i suoi amici jazzisti non l’abbandonano. Gli stanno vicini, lo aiutano a ritrovare fiducia in se stesso e, più per consolarlo che per reale convinzione, lo incoraggiano a passare a un altro strumento non a fiato. Buddy che, nonostante le apparenze, ha un carattere fortissimo li prende sul serio. Mentre è ancora in convalescenza inizia a esercitarsi al pianoforte, uno strumento che non gli è del tutto sconosciuto e sul quale ha preso confidenza con la musica negli anni dell’infanzia. Contro ogni ragionevole previsione, la determinazione e la voglia di tornare sulle scene faranno il miracolo. Buddy Anderson vivrà una seconda stagione di popolarità come pianista jazz, pur senza raggiungere mai il livello qualitativo toccato in precedenza come trombettista.

Tratto da: Rock & Martello di Gianni Lucini

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Cilions, 11:40

4 Commenti:

A propostito di trombettisti e storie tristi, guarda che su Rock e Martello c'è anche quella di Billy Bolden morto in manicomio.
Blogger Gianni Lucini, at mercoledì, 16 novembre, 2005  
Certo che l'ho vista! guardo il tuo blog tutti i giorni! Ho già pronto il post...
Grazie
Blogger Cilions, at mercoledì, 16 novembre, 2005  
L'importanza di sapersi reinventare. Dovrei imparare qlcosa.
Ciau
Silk
Anonymous Silk, at giovedì, 17 novembre, 2005  
Non lo conoscevo, grazie dell'utile post!!

SI
Blogger SI-FA-SI, at giovedì, 17 novembre, 2005  

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