13 dicembre 2005

La quiete... prima della tempesta

La poesia "la quiete dopo la tempesta" composta da Giacomo Leopardi tra il 17 ed il 20 settembre 1829 a Recanati, resta a mio avviso una delle riflessioni più tristemente verificabili...
Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Che rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio
Torna il lavoro usato.
L’ artigiano a mirar l’ umido cielo,
Con l’ opra in man, cantando,
Fassi in su l’uscio; a prova
Vien fuor la femminetta a còr dell’ acqua
Della novella piova;
E l’ erbaiuol rinnova
Di sentiero in sentiero
Il grido giornliero.
Ecco il sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apri terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passeggier che il suo cammin ripiglia.

Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand’ è, com’ or,la vita?
Quando con tanto amore
L’ uomo a’ suoi studi intende?
O torna all’opre? o cosa nova imprende?
Quando de’ mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d’ affanno;
Gioia vana, ch’è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.

O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
È diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge: e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d’ affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! assai felice
Se respirar ti lice
D’ alcun dolor: beata
Se te d’ogni dolor morte risana.
Cari amici, non temete, con Tizzy e la trombetta va benone;) a darmi la "consueta" mazzata che risveglia dal momento di quiete ci han pensato gli imprevisti economici...
Come si suol dire: sono al verde!!!
Ieri dopo aver constatato che devo cambiare l'auto, che spendo tutto in gasolio e cellulare (soprattutto per lavoro...), che gli studi costano e che si suona sempre meno... beh, ero a un posso dal mollare tutto e tornare a lavorare al supermercato dietro casa... Ma come posso farmelo!
E' vero, ho 27 anni e "a pararmi il culo" deve sempre pensarci papà, ma sulle note di vedrai vedrai di Tenco, stringo i denti e vado avanti...

6 commenti:

Lady Macbeth ha detto...

AAAArghhhhhh!!! Non puoi scomodare Giacomino perchè sei al verde!!!!! No! NO!
...e se ti prendessi quello straccio di laurea invece di continuare a pagare tasse a uffa??
Lady Macbeth ( nelle vesti di Miss Rompibolle)

cisma ha detto...

Cilli so di essere l'ultimo a dover dare consigli ma un lavoretto par-time potrebbe darti un minimo aiuto portandoti via 4 ore al giorno così avresti un pò più di autonomia finanziaria non è facile lavorare e studiare lo so per certo soprattutto quando hai un lavoro a tempo pieno che ti sfianca fisicamente e mentalmente...

Max Graziani ha detto...

Ciao Francesco. Tu hai fatto una scelta molto coraggiosa, e per questo ti ammiro molto. Putroppo però alla fine bisogna fare i conti col mondo reale: per questo io sono d'accordo col buon Cisma che consiglia un lavoro part-time sebbene io sappia sulla mia pelle che 4 ore al giorno non sono mai 4 ore, ma ti impegano anche per 6. Nonostante tutto, però, ti consentirebbero di tirare il fiato in attesa di tempi migliori. Probabilmente dovrai rinunciare a qualcosa (qualche ora di studio in meno, ad esempio) ma sarebbe solo per qualche tempo. Ad ogni modo, il mio più sincero "in bocca al lupo"!

Lady Macbeth ha detto...

Max, sei una persona molto molto saggia.
Francesco, purtroppo spesso sentiamo che le nostre anime sono destinate a ben altre vette, ma il fatto è che la strada per raggiungere le vette di cui sopra è lunga e tortuosa. E soprattutto parte da una pianura piena di ostacoli, che vanno affrontati con tanto senso pratico e con il pulsante dei pensieri aulici messo su OFF.
Lo so che detto da me, che me la prendo ancora quando ho a che fare con alcuni dei loschi figuri che tu ben conosci, sembra una presa per i fondelli. Ti posso dire che cerco ogni giorno di migliorare, per avere poi la mente libera per dedicarmi come si deve a ciò che amo.
Vabbè, mi sento la solita pizza. Tu fai come diceva il buon sant?Agostino: "Ama, et fac quod vis" /(Ama e fà ciò che vuoi).
Ma soprattutto : LASCIA STARE GIACOMINO!!!

Cilions ha detto...

Cari amici, apprezzo i consigli più o meno Hitleriani... vi ringrazio e vi devo un paio di spiegazioni:
Studiare e lavorare è possibile, (grazie Cisma e Max) ma diventa impossibile quando stai preparando gli esami al conservatorio e stai suonando in giro! Questa settimana per esempio ho le prove mattina e pomeriggio tutti i giorni... esiste un lavoro così flessibile?
Per quanto riguarda l'università... beh, vien da se... a me di fare il chimico non me ne può fregà de meno! Riguardo a Giacomo Leopardi, beh, penso si offenda di più ad essere chiamato Giacomino...

Lady Macbeth ha detto...

Eh no caro, adesso parliamone seriamente. Se non te ne frega niente di fare il chimico, smetti di pagare tutte quelle tasse: rinunci agli studi e se nessuno se la prende a male, vivi meglio e risparmi dei soldi.
Per quanto riguarda Giacomino, fidati, lui non si offende quando lo si chiama così: quando studi e tyi appassioni ad una cosa, la conosci, la stimi e la rispetti, puoi permetterti di darle del tu.
In ultimo, non credo che i consigli che ti sono stati dati siano "più o meno hitleriani", ma solo dettati dal buon senso.
Ricordati sempre che io, di musicista, ne ho sposato uno.