Pur sapendo che questo mio fancazzismo forzato si trasformerà inevitabilmente in una sorta di bisbetica frenesia mentale, fingo innocenza e mi metto a guardare i passeggianti, con la stessa espressione di un lord inglese che sorseggia stancamente il suo thé delle cinque.
Anche ora sono le cinque, le cinque e quattordici per l'esattezza, l'orario perfetto per portare un bianco barboncino tutto cotonato a passeggio con guinzaglio in una mano e palettina inutile nell'altra... Perché inutile??? ah ah ah, chi avrebbe mai pensato che in quel corto intestino potesse nascondersi tanta fluida indisposizione!!!
Sarà stato il frutto di un nuovo inganno pubblicitario o dell'eccesso di cono gelato caduto al solito bimbetto a due ruote e tre denti in meno? Beh, credo se lo stesse domandando anche il canide defecante un secondo prima di dover subire, (inequivocabile la sua imbarazzata espressione da cigno...) un'attenta toilettatura del retro per mezzo di un kleenex e tanta puntigliosa e stizzita manualità.
"Come si viveva bene da lupi in mezzo alla natura!!! Allora si che si poteva cacare liberamente senza dover poi essere brutalizzati alla gogna!!!" Sembrava dirmi questo il poveretto mentre mi fissava truce.
Ma ormai i miei occhi cercavano altro.
Che ne dici di quelle enormi... ehm, occhi di donna? e di quel gruppo di ragazzini smutandati? e di quella tamarromobile viola con lo stereo a palla e le minigonne raschianti l'asfalto? e di quell'ennesiama vittima dei sensi di colpa estivi che corre con la stessa leggiadria del simpatico ippopotamo blu della pampers? e di quell... stooooop!!!! Eccolo li, il mio dirimpettaio, un uomo in lotta con la natura che suda copiosamente e parla da solo... sembra davvero incazzarsi, inizia ad agitarsi sul posto, si allenta il collo della camicia, si guarda intorno, guarda me, si alza, mi viene in contro... Forse l'ho fissato troppo, talvolta mi capita... ma adesso sono io che deglutendo mi preparo allo scontro... Rosso in volto e con lo sguardo pesto mi si ferma a circa cinque metri, si china, prende in mano quel che resta di un accendino bianco, lo testa inutilmente per poi scaraventarlo a terra e prenderlo a calci. Mi consola vederlo correre dietro il suo nuovo pallone; come spinto da una curva trepitante si affanna a calciarlo (mancandolo tra l'altro ripetutamente...) per circa trenta intermittenti secondi. Poi si risiede, spento, con le gambe incrociate di chi attende il bus.
"C'erano due piccioni sul cornicione, uno picchiettava con il becco l'altro che guardava l'orizzonte. Poi questo si è girato dopo un po'... e lo ha baciato!!!" hai detto così mentre mi venivi in contro, di verde vestita, con negli occhi una luce... una luce che neppure i tuoi pesanti occhiali da sole han potuto fermare.
Adesso sono io che resto seduto con le gambe incrociate, ma il tuo sorriso arriva puntuale, dolce... e mi prende per mano. Dobbiamo andare, in teatro ci aspettano!
6 commenti:
Questo sì che è guardarsi in giro ;)
Ciao Francè!
Detto da te... è un grande complimento!!! grazie :)
<>. Da incorniciare. Una sintesi perfetta del motivo per cui il riposo non rigenera mai chi insegue qualsiasi cosa
Marco
questo mio fancazzismo forzato si trasformerà inevitabilmente in una sorta di bisbetica frenesia mentale (era la frase che volevo citare prima, ma non ho avuto successo!)
semplicemente ...bello!
Only the truth ;)
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